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RSM pubblica il report "Global reaction to BEPS"

Il Progetto BEPS dell’OCSE colpisce le piccole medie imprese

 

  • Pmi segnalano incertezza per il progetto “Erosione della base imponibile e trasferimento degli utili (BEPS)”.
  • Scontri tra azionisti, clienti e imprese su chi dovrà sostenere i costi delle nuove regole.
  • La Business community supporta lo sviluppo di nuove norme globali in materia di imposizione fiscale, nonostante i costi

Il 72% delle Pmi che operano a livello internazionale (con ricavi da $ 50 a $ 1 miliardo) temono un incremento delle imposte a causa del progetto “Erosione della base imponibile e trasferimento degli utili (BEPS)” e subiscono l'incertezza dell’attuazione dello stesso. Un sondaggio indipendente rivolto alle Pmi commissionato da RSM, il 6° network al mondo di società indipendenti di consulenza e revisione contabile, mostra che queste organizzazioni hanno intenzione di sopportare i costi, ma tali costi verranno in parte ribaltati su azionisti e clienti.

Il 41,2% delle Pmi temono una crescita del proprio carico fiscale fino al 10%, mentre il 31% si aspetta un incremento di oltre il 10% dell’aliquota fiscale effettiva. Stessa preoccupazione per i costi di compliance per i quali il 65% delle Pmi si aspetta un incremento di oltre il 10%. La maggioranza (53%) ha intenzione di assorbire parte di tali costi, ma il 35% spera nel supporto dei clienti e il 30% degli azionisti.

Rob Mander, Head di RSM Tax Leadership Group ha commentato: "Con piccoli team a disposizione e meno esperienza in materia di tassazione cross border, l’introduzione di queste regole è una grande sfida per le piccole medie imprese. Non sorprende che i tre quarti delle Pmi si aspettano di dover modificare la loro struttura societaria per conformarsi al cambiamento. Le imprese più piccole non avranno bisogno di rispettare tutti gli obblighi di comunicazione derivanti dal progetto BEPS, ma dovranno comunque interfacciarsi con i medesimi cambiamenti in materia di fiscalità internazionale che interesseranno le altre società".

Nonostante il potenziale impatto, solo il 18% delle Pmi ha già intrapreso un progetto di pianificazione e adeguamento alle nuove regole e solo il 20% sono già pienamente in linea con le nuove norme del Transfer Pricing. Più di tre quarti (78%) delle imprese esprimono incertezza.

Nonostante l’aumento dei costi, le imprese di tutte le dimensioni sono, in linea di massima, a favore del progetto BEPS; il 69% ammette la necessità di nuove norme globali in materia di imposizione fiscale. Infatti, quando gli viene chiesto di classificare i principi guida della normativa BEPS, semplicità e praticità di business risultano ai primi posti mentre i costi di implementazione vengono menzionati per ultimi.

Tuttavia, la maggior parte delle aziende intervistate vedono il progetto BEPS come un passaggio intermedio, piuttosto che la soluzione finale, convinte che sia necessario uno sforzo maggiore da parte dei governi a livello mondiale al fine di garantire che gli obiettivi originari del progetto siano raggiunti. Il 61% degli intervistati è convinto che il piano BEPS solo moderatamente, poco o per nulla soddisfi l'obiettivo primario di garantire che le imposte siano pagate dove vengono generati gli utili e solo un terzo (35%) ritiene che sarebbe in gran parte o completamente raggiunto l'obiettivo di livellare il carico fiscale su un piano internazionale.

Maggior informazioni e il report completo al link rsm.global/BEPS

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