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Legge di Bilancio 2020 e Piano Impresa 4.0: cosa cambia per le imprese

In un articolo apparso sul numero di Economy di febbraio, Giuseppe Capriuolo, Partner RSM, affronta le tematiche relative agli incentivi del Piano Impresa 4.0 alla luce della Legge n. 160/2019 approvata lo scorso 27 dicembre 2019.

La nuova legge, che interviene sugli incentivi relativi a R&S, innovazione e design, Investimenti in beni strumentali, Formazione, avrà un forte impatto soprattutto sulle PMI.

I nuovi crediti per R&S, Innovazione

L’intensità del beneficio diventa variabile, in relazione alle diverse categorie di attività ammissibili, e sarà pari:

  • al 12% delle spese sostenute per le attività di R&S, ovvero di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, nel limite di 3 milioni di euro;
  • al 6% delle spese sostenute per le attività di innovazione tecnologica relative alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa, nel limite di 1,5 milioni di euro;
  • al 6% delle spese sostenute per le attività di design e ideazione estetica di nuovi prodotti e campionari, svolte da imprese operanti nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, nel limite di 1,5 milioni di euro.

Il credito per l’innovazione tecnologica è incrementato al 10% per i progetti finalizzati ad un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale secondo il paradigma 4.0.

La fruizione dei nuovi crediti d’imposta è ammessa esclusivamente in compensazione in F24 ma, a differenza del passato, dovrà essere effettuata in 3 quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento del costo.

In aggiunta agli adempimenti previsti fino al periodo di imposta 2019, tra cui gli obblighi di predisporre una relazione tecnica e di ottenere una certificazione contabile dei costi di ricerca, la nuova normativa introduce una nuova comunicazione al Mise il cui contenuto, nonché le modalità ed i termini di invio, saranno definiti da un Decreto Direttoriale di prossima emanazione.

Al fine di fugare i prevedibili dubbi sulla corretta classificazione delle attività agevolabili è attesa, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della disciplina, la pubblicazione di un Decreto del MiSE che fisserà i criteri per la corretta applicazione di tali definizioni.

Il nuovo credito di imposta per investimenti in beni strumentali à Introdotto dall’art. 1, commi 184-197, della Legge di Bilancio 2020, il nuovo credito d’imposta per beni strumentali sostituisce super ed iperammortamento per tutti gli investimenti in beni strumentali nuovi, realizzati nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020 ovvero fino al 30 giugno 2021, a condizione che, entro il 31 dicembre 2020, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione.

L’intensità del credito di imposta, variabile a seconda della tipologia dei beni acquistati, è compresa tra il 6% ed il 40% del costo del bene.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali. Il costo di acquisto su cui si applica il beneficio è determinato ai sensi dell’articolo 110, comma 1, lettera b), del TUIR, mentre per gli investimenti in leasing è assunto quale base di calcolo il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

La fruizione può avvenire a decorrere:

  • dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, per gli investimenti in beni “Industria 4.0”;
  • dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, per gli investimenti in beni diversi.

Proroga con semplificazioni del credito Formazione 4.0 à La Legge di Bilancio 2020 accoglie nell’art. 1, commi da 46 a 56, l’auspicata proroga del credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie abilitanti 4.0.

Come nella previgente disciplina, il credito d’imposta per la Formazione 4.0 è riconosciuto in misura variabile sul costo lordo aziendale del personale dipendente impiegato in qualità di discente e dell’eventuale personale impiegato come docente o tutor interno (in tale ultimo caso, nel limite del 30% della retribuzione annua complessiva).

Le aliquote di beneficio si differenziano in relazione alla dimensione dell’impresa:

  • per le piccole imprese, il credito di imposta è calcolato in misura pari al 50% della spesa sostenuta nel limite massimo di Euro 300.000;
  • per le medie imprese, il credito di imposta è calcolato in misura pari al 40% della spesa sostenuta nel limite massimo di Euro 250.000;
  • per le grandi imprese, il credito di imposta è calcolato in misura pari al 30% della spesa sostenuta nel limite massimo di Euro 250.000.

La principale novità apportata dalla Legge di Bilancio 2020 riguarda:

- l’eliminazione dell’obbligo di stipula e deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente;

- il potenziamento dell’incentivo al 60%, nel rispetto dei limiti annuali, in relazione alla formazione di lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati rientranti nelle categorie definite dal Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 17.10.2017.

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