Ingegneria Reputazionale: l’importanza di competenze specifiche per gestire identità digitale e reputazione

 con Andrea Barchiesi, Founder e CEO di Reputation Manager

La reputazione non è altro che una strutturazione complessa di un sistema di percezioni”, afferma Andrea Barchiesi, in un Talk Show RSM dedicato all’attualissimo tema dell’identità digitale e della reputazione.

Andrea Barchiesi, riconosciuto come massimo esperto in Italia e pioniere in tema di analisi e gestione della reputazione digitale, negli ultimi venti anni ha guidato progetti digitali di monitoraggio e consulenza sulla reputazione online per istituzioni e aziende leader nel mercato italiano.

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Una definizione (sfaccettata) del concetto di reputazione

Basandosi sulla profonda conoscenza del tema, Barchiesi ha tracciato una definizione sfaccettata del concetto di reputazione:

  • La reputazione è sempre esistita, sin dall’antichità, perché è sempre esistita la necessità di avere delle percezioni su cui prendere delle decisioni.
  • La reputazione non è solo verticale nel tempo ma anche orizzontale nello spazio, perché non esiste un luogo in cui la reputazione non sia importante.
  • La reputazione è qualcosa di complesso che impatta l’essere umano nelle sue funzioni primarie.
  • La reputazione permette di interagire, ma se è sempre esistita, allora non è un fattore culturale perché evolverebbe e ne potremmo fare a meno.  Quello che evolve, dunque, è la modalità in cui si esprime e non il concetto alla base.
  • La reputazione è un concetto così pervasivo che non è sociale o culturale, ma è qualcosa di fisiologico. Significa che abbiamo al nostro interno un meccanismo percettivo che è una sorta di “centrale dei rischi” che processa costantemente il sistema di segnali che ci arrivano dagli altri.

La reputazione nell'era digitale

La reputazione anni fa poteva anche non essere così importante perché agiva in uno spazio limitato, ma con il digitale la reputazione è amplificata, perché ognuno di noi oggi ha una reputazione, il brand per cui lavoriamo ha una reputazione, tutto ha una reputazione, tutto viene valutato nell’ambito di un sistema percettivo.

Inoltre, nel mondo digitale, la relazione viene anticipata dalla “stretta di mano digitale”, quindi la reputazione non è più quello che gli altri dicono di noi relativamente a un ambiente o una situazione circoscritta, la reputazione è quello che gli altri leggono di noi prima ancora che l’incontro avvenga.

La reputazione ci precede e ci qualifica, quindi una pessima reputazione invalida il processo di relazione alla base.

 Nell’era digitale cadono dei paradigmi:

  • il tempo: sulla carta stampata i contenuti “scadono”, mentre sul digitale tutto resta, perché in internet non esiste più il tempo sequenziale, ma tutto ciò che entra resta per sempre. Si accede alle ricerche non per novità ma per pertinenza.Il tempo, dunque, non è più sequenziale ma diventa un continuum in cui tutto esiste nello stesso momento.
  • l’autorevolezza: cambiano i punti di riferimento, in passato le persone autorevoli erano ad esempio i giornalisti, oggi sono i blogger.
  • il controllo, perché ciò che circola in rete non è più controllabile. Più si è potenti dal punto di vista reputazionale, più è difficile gestire la propria massa reputazionale, dunque bisogna avere un’importante massa reputazionale e della giusta qualità.
  •  la verità: siamo nell’era in cui la verità non è più importante, non perché non lo sia effettivamente, ma perché l’effetto che fa il falso è paragonabile se non superiore a quello che fa il vero: se si immettono in rete due informazioni, di cui una falsa ingegnerizzata e una vera , quella falsa farà molto più effetto di quella vera, perché è progettata per ramificarsi.  
  • l’efficacia legale: la legge non è pronta ad affrontare questa nuova situazione. La legge non è preparata al mondo digitale che non ha confini nè responsabili.

La reputazione, quindi, è un concetto che va completamente ridefinito e pesa proprio perché è il perno decisionale in qualsiasi campo. Una cattiva reputazione preclude completamente alla narrazione, mentre se si coltiva una reputazione potente può diventare un superpotere.

La stretta di mano digitale

La stretta di mano digitale significa che qualcuno in incognito cerca notizie su di voi in rete:

La reputazione non è un oggetto unico e immutabile, ma un’entità multidimensionale e dinamica. Bisogna dunque imparare a gestire la propria reputazione sia al livello privato che aziendale e l’ingegneria reputazionale è il mezzo che permette di offrire in rete la versione vera, ma migliore e talentuosa di se stessi.

Guarda il video completo del Talk Show "Ingegneria Reputazionale: l’importanza di competenze specifiche per gestire identità digitale e reputazione"

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