Intelligenza o incoscienza artificiale. Previsioni delle macchine e decisioni dell’uomo

Con Massimo Chiriatti, intervistato da Paola Liberace, Partner RSM e Change Management Leader.

Massimo Chiriatti, Chief Technical & Innovation Officer in Lenovo dopo una pluridecennale carriera in IBM, è uno dei massimi esperti di blockchain, di intelligenza artificiale e di futuro del lavoro. Nei suoi libri “Humanless - L’algoritmo egoista” e “Incoscienza artificiale” - recentemente uscito per Luiss University Press - riflette sul ruolo che avremo nel mondo se deleghiamo all’IA le decisioni sul nostro presente e futuro.
Il nostro rapporto con le macchine è una necessità, un rischio ma anche una sfida perché, come dice Massimo, “la predizione non dovrebbe mai essere una sentenza”. Alle macchine che utilizzano l’intelligenza artificiale (IA) non vengono date delle regole ma ingenti quantitativi di dati da cui, attraverso la rielaborazione, gli algoritmi e la capacità computazionale, possano estrarre dei risultati che da parte nostra debbono essere colti come suggerimenti (dati) che vanno, però, contestualizzati e messi in discussione.

Dunque, non bisogna fidarsi ciecamente del calcolo della macchina specialmente quando i parametri da cui deriva non sono fissi, ma cambiano esattamente come i nostri neuroni.

La differenza fondamentale tra l’essere umano e la macchina è la coscienza di cui le macchine sono evidentemente prive; pertanto, mentre le nostre decisioni sono influenzate anche dall’emotività e dall’analisi del contesto, le decisioni delle macchine sono simboliche e decontestualizzate.

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