La nuova cultura del lavoro ibrido

Nel numero di Economy di Aprile 2021 Luca Pulli – Partner RSM, Business Design and Digital Transformation Leader – affronta il tema del lavoro ibrido, emerso già da qualche anno, ma oggi più attuale che mai.

Coworking.jpgIl Covid-19 ha stravolto le modalità di lavoro “classiche”, costringendo le aziende e le proprie risorse a rendere il lavoro da remoto la nuova normalità. Tale cambiamento non coinvolge soltanto gli spazi fisici, è infatti un vero e proprio cambiamento culturale.

Una cultura ibrida è una cultura abile, che utilizza soft skills, quali il problem-solving, la capacità di resilienza, la responsabilità. Si tratta di skill che prima non conoscevamo (…) In questo caso ibrido significa una nuova terza categoria. Qualcosa di nuovo, che prima non esisteva” spiega Luca Pulli.

La cultura ibrida ha cambiato il modo di lavorare, ma anche la catena del valore delle aziende. Per le aziende è necessario approcciare ai nuovi scenari partendo da queste consapevolezze e adattare il proprio modello di business alle nuove esigenze.

La parola chiave è “delega”. In futuro il lavoratore potrà gestire in maniera più autonoma il proprio lavoro, decidere dove lavorare e con chi, e le organizzazioni dovranno imparare a rinunciare ad un po’ del loro controllo, concentrandosi più sul risultato.

Luca Pulli con il suo team ha affiancato la start-up Italian Coworking, nata nel 2017, per definire un nuovo modello di business in grado di soddisfare questa nuova esigenza di mercato: non “solo” lavorare a distanza, ma riuscire a “Unire e far dialogare quattro mondi che oggi viaggiano in parallelo: le aziende, i lavoratori, i coworking e il territorio”.

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Luca Pulli
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