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Responsabilità sociale d’impresa

l tema della responsabilità sociale d’impresa (Corporate Social Responsibility o CSR) ha assunto progressivamente, un ruolo di maggiore importanza nelle scelte strategiche e nei piani di sviluppo delle aziende di tutto il mondo e trova la sua essenza nella definizione, data dall’Unione Europea, “di responsabilità delle imprese per il loro impatto sulle società”.

È parte integrate di un concetto molto discusso, in particolare nell’ultimo decennio, che riguarda i limiti etici dell’economia.

I riferimenti dati dalle maggiori organizzazioni mondiali, quali le Nazioni Unite e l’OCSE, sono andati oltre all’esigenza per le imprese di compiacere cittadini e stakeholder per il buon ritorno di immagine che essa virtuosamente produce, e spiegano che adottare nelle aziende condizioni di lavoro che rispettino la responsabilità sociale, un approvvigionamento giusto di risorse, un processo indipendente di controllo per la tutela dei lavoratori e un rigoroso rispetto per l’ambiente, rappresentano una pietra angolare nella scelta dei modelli di business e, nello stesso tempo, condizione necessaria per il successo.

Gli standard di riferimento sono molti e tra questi:

  • Lo standard SA 8000 emesso dal Social Accountability International (SAI), per assicurare nelle aziende condizioni di lavoro che rispettino la responsabilità sociale;
  • Lo standard AA1000 (o Accountability 1000), creato dall’ISEA (Institute of Social and Ethical Accountability)  che definisce uno standard di processo elaborato per valutare i risultati delle imprese nel campo dell'investimento etico e sociale e dello sviluppo sostenibile;
  • Lo standard ISO 26000, emessa dal gruppo ISO Working Group Social Responsibility, quale risposta all'istanza presentata dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) al riguardo degli "strumenti di misura e di informazione sulla responsabilità sociale delle imprese in un'economia globalizzata":

Anche in Italia vi sono stati pronunciamenti con leggi e sentenze che hanno come principi ispiratori il dettato della nostra costituzione italiana che all'articolo 41 recita: “«L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

Il tema della responsabilità sociale d’impresa si collega strettamente anche all’informativa resa agli stakeholder attraverso lo sviluppo di un approccio di reporting integrato (integrated sustainability accounting, assurance and reporting), ovvero un processo che si traduce in una comunicazione sulla creazione di valore nel tempo, attraverso la rappresentazione integrata delle prestazioni di un’impresa in termini di informazioni sia finanziarie sia di altro valore, e tra queste, principalmente, quelle riguardanti la responsabilità sociale.

Al riguardo la legge 254/16 ha introdotto per gli enti di interesse pubblico (società emittenti titoli negoziati sui mercati regolamentati, banche, assicurazioni e altri intermediari finanziari) con più di 500 dipendenti l’obbligo di rendicontazione non finanziaria, ossia la comunicazione di informazioni su sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale, catena di fornitura, gestione delle diversità e gestione dei rischi.

Obiettivo della legge, che dà seguito a una direttiva comunitaria (2014/95/UE), non è solo indurre le aziende a comunicare in modo corretto e oggettivo gli impatti “non finanziari” della loro attività (spesso indicati con l’acronimo ESG, ovvero Environmental, Social, Governance), ma far in modo che questi temi entrino a far parte dei target aziendali, favorendo un cambiamento non solo organizzativo, ma anche culturale: se una azienda è costretta a comunicare che la propria attività determina conseguenze negative per una serie di stakeholder atipici (ambiente, dipendenti, società, ecc.), con più probabilità sarà stimolata a fare qualcosa per migliorarla, con possibili effetti positivi sull’immagine pubblica.

RSM e i suoi esperti possono aiutare le imprese, sia quelle soggette a quest’obbligo, sia le imprese virtuose che fanno propri i principi ispiratori della legge, a mettere a punto la disclosure di temi come l’uso delle risorse naturali, le emissioni inquinanti, la corruzione attiva e passiva, le pari opportunità di genere ed i diritti umani e di come tradurre questo impegno in un reporting integrato.

RSM, partecipa attivamente alle iniziative accademiche che si stanno sviluppando in quest’ambito per poter offrire ai suoi clienti il migliore state-of-the-art.

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