Gender equality - istruzioni per l’uso: come abbattere gli stereotipi e non farsi prendere la mano dal cromosoma Y ai tempi del #metoo

Nonostante i progressi degli ultimi anni, il divario di genere nel mondo del lavoro continua a persistere, e secondo le recenti stime dell’OIL (International Labour Organization) siamo ancora molto lontani dal raggiungimento della gender equality in questo ambito.

In RSM abbiamo affrontato largomento nel Talk Show RSM: “Gender equality - istruzioni per l’uso: come abbattere gli stereotipi e non farsi prendere la mano dal cromosoma Y ai tempi del #metoo”. Con Marina Marinetti, caporedattore di Economy e Alessandra Faiella, attrice ed esperta di formazione, abbiamo parlato di stereotipi, pensieri sessisti, linguaggi non verbali, su come lavorare insieme nel rispetto delle differenze. Tra tutte le aree analizzate per capire se ci sono pari opportunità tra uomini e donne, gli ambiti in cui sono emerse le maggiori disuguaglianze sono il lavoro e la politica.

La parità di trattamento di uomini e donne è un diritto fondamentale sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti umani delle Nazioni Unite ed è uno degli obiettivi primari dell’Unione Europea.

RSM crede nella Gender Equality e si impegna a combattere la discriminazione di genere e a sostenere le pari opportunità: il 45% dei dipendenti sono donne e il numero è in continua crescita.

Come si posiziona l’Italia?
Il processo che porta alla gender equality è lungo ed è il risultato dei progressi fatti in vari settori significativi: il Global Gender Gap Index.

Dall’analisi del sistema del nostro Paese emerge che le percentuali dell’occupazione femminile, della presenza di donne in ruoli politici e manageriali non sono soddisfacenti, siamo infatti agli ultimi posti della classifica europea.

La naturale conseguenza della disuguaglianza di genere nel mondo del lavoro è il Gender Pay Gap ovvero la differenza di salario tra uomini e donne che ricoprono gli stessi ruoli. Le donne non solo sono pagate meno ma ricevono anche una pensione più bassa.

L’Italia non si distingue neanche per livello di meritocrazia, sommando infatti le percentuali delle voci che compongono questo valore, tra cui pari opportunità, libertà, capacità di attrarre talenti e sistema educativo siamo agli ultimi posti della classifica europea.

Per combattere la discriminazione di genere e sostenere il raggiungimento della gender equality sul lavoro e nella vita sociale servono politiche di inclusione, un cambiamento all’interno delle aziende piccole e grandi e un cambiamento di rotta culturale e sociale da parte di tutti noi

Se vuoi approfondire il tema guarda il video del nostro talk: Gender equality - istruzioni per l’uso: come abbattere gli stereotipi e non farsi prendere la mano dal cromosoma Y ai tempi del #metoo

 

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