La transizione ecologica ha bisogno dei tempi giusti perché il cambiamento non sia “distruttivo”

Nell’ambito della transizione ecologica è molto importante per aziende, istituzioni e territori sapere dove andare, quali strade intraprendere: saper dialogare con le comunità e sapere informare e rassicurare circa i cambiamenti che la transizione ecologica “impone” partendo dalla conoscenza delle paure e da eventuali preconcetti.

Quali sono le sfide fondamentali che le comunità e territori si trovano a dover affrontare e quali investimenti prevedono per se stessi e per la comunità?

A2A energy Company, tra giugno e settembre 2021, ha svolto la ricerca “I Territori della sostenibilità”, un percorso di ascolto e dialogo che ha visto coinvolti stakeholder di tutti i territori di competenza di A2A (Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Valtellina e Valchiavenna, Bergamo, Brescia e Milano) per mettere al centro il loro punto di vista e le loro esigenze, per identificare, mettere in ordine di priorità e poi votare le svolte più rilevanti della transizione ecologica.

ll risultato del percorso di valutazione dei circa 130 stakeholder si può riassumere in 6 focus fondamentali per il futuro del Paese: 

  • Creare una cultura del cambiamento come frutto del dialogo e dell’ascolto
  • Incentivare e sostenere l’innovazione tecnologica come volano della crescita, favorendo le sinergie tra pubblico e privato, in Italia e all’estero 
  • Sviluppare nuove modalità di partecipazione per coinvolgere una platea sempre più ampia di interlocutori, promuovendo la transizione ecologica senza far ricorso esclusivamente a organi istituzionali come la Commissione Nazionale per il Dibattito Pubblico
  • Responsabilizzare e coinvolgere le nuove generazioni nei processi decisionali
  • Dare informazioni chiare e trasparenti sulla transizione ecologica
  • Favorire una semplificazione normativa per lo sviluppo di importanti infrastrutture che vanno approvate e realizzate in tempi rapidi, anche se la sola semplificazione normativa non è sufficiente a contenere le tensioni sociali legate all’approvazione di interventi infrastrutturali. È fondamentale, dunque, una condivisione a tutti i livelli della transizione ecologica

L’emergenza climatica, i rischi ambientali e la conseguente transizione ecologia rappresentano un nuovo paradigma economico, con significative implicazioni sociali e culturali che possono condizionare la fattibilità delle scelte. Ciò vuol dire che qualsiasi intervento, se risulta sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico, sociale, e territoriale, eviterà di diventare fonte di malcontenti e conflitti.
Dunque, se vi è interazione fra territorio e i responsabili del cambiamento ecologico sarà più facile aumentare la possibilità di risolvere problemi complessi e soddisfare le esigenze sociali.

Per cogliere le opportunità del passaggio al nuovo paradigma dello sviluppo sostenibile, il Team ESG di RSM è in grado di integrare gli aspetti ESG nel business delle aziende, fino ad arrivare alla “certificazione” delle informazioni non finanziarie e dei bilanci di sostenibilità.

L’approccio personalizzato di RSM valorizza le qualità “nascoste” delle aziende, aiutandole a disporre di sistemi di controllo di gestione degli aspetti “non finanziari” in grado di rispondere alle crescenti esigenze informative degli stakeholders, in particolare provenienti dal sistema creditizio, fornitori, clienti e comunità.
I professionisti ESG di RSM possiedono competenze trasversali ed una significativa conoscenza ed esperienza in aspetti legati alla condotta etica e al capitale umano, in ambito finanziario, ambientale, sociale, tecnologico relativamente alla catena di fornitura sostenibile. Un approccio unitario ed inclusivo delle complessità ESG.

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