La via per il PNRR passa dalla strategia

In un articolo su Economy di ottobre Francesco Pastore, nostro Partner, spiega come accedere alle risorse finanziarie del Piano nazionale di ripresa e resilienza richiede di adottare nuovi paradigmi nella pianificazione del proprio business. Senza escludere la collaborazione con altre aziende.

Il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) si articola in sei missioni:

  • digitalizzazione,
  • innovazione,
  • competitività e turismo,
  • transizione ecologica,
  • infrastrutture per la mobilità sostenibile,
  • istruzione e salute.

Al fine di supportare questo mercato RSM ha costituito, all’interno della Consulenza, una specifica Business Line denominata “PNRR Task Force” dopo l’esperienza positiva del 110% Lab in cui RSM ha assunto il ruolo di Advisor per Cassa Depositi e Prestiti nell’acquisto dei crediti in materia edilizia.

La creazione di un ecosistema maggiormente favorevole per le imprese passa attraverso la sfida della transizione nella doppia prospettiva “Digital” e “Green”.

L’onda finanziaria, indotta dalle risorse europee, presupporrà progettualità complesse che andranno al vaglio delle autorità nazionali e comunitarie. Il fatto di affrontare le nuove progettualità in maniera congiunta con altre imprese attraverso gli strumenti classici offerti dalla pratica commerciale costituirà un elemento di favorevole valutazione e successo del progetto stesso.

Le tre azioni urgenti individuate sono relative alla definizione di un piano strategico orientato agli investimenti nel medio termine, alla formazione connessa al reskilling delle risorse umane in chiave digitale ed alla ridefinizione dei processi e delle attività nella prospettiva della sostenibilità. In proposito, il rilancio verso il “new normal” vedrà un incremento dei budget aziendali nei prossimi anni verso tecnologie a basso impatto ambientale, efficienza energetica, materiali ecosostenibili ed utilizzo di fonti rinnovabili. L’impatto della svolta indotta dal PNRR sarà misurabile in termini di fatturato e valore aggiunto per molti comparti della nostra economia in modo diretto o indiretto. Al riguardo non è difficile pensare che ci saranno dei settori “trainanti” per cui sono stanziati fondi specifici come infrastrutture, turismo sostenibile, sanità ed agroalimentare.

Indirettamente anche gli stimoli al mercato dell’edilizia proseguiranno dopo il bonus 110% con tutti gli attori attivi nella fornitura di beni e servizi strumentali alla svolta digitale e green.

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Author(s)

Francesco Pastore
Business Consulting Leader

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